Accadeva questa estate…
Questa estate, nel giardino de L’Alchimista APS, abbiamo vissuto tanti pomeriggi che resteranno nei nostri ricordi. Non servivano grandi cose: qualche cerchio colorato, giochi inventati insieme, piccole sfide e soprattutto la voglia di divertirsi e condividere il tempo con gli altri.
Abbiamo corso, riso, fatto squadra, improvvisato e trasformato ogni gioco in un’occasione per stare insieme. Ci sono stati momenti buffi, gare combattutissime, vittorie festeggiate e sconfitte dimenticate dopo pochi secondi, perché alla fine ciò che contava davvero era esserci.
Queste fotografie raccontano proprio uno di quei pomeriggi: semplici, rumorosi, allegri e pieni di vita. E forse è questa la cosa più bella che ci ha lasciato l’estate a L’Alchimista APS: vedere ragazzi e ragazze incontrarsi, giocare insieme e creare, quasi senza accorgersene, ricordi che valgono molto più di qualsiasi premio.
Un’estate è fatta di giorni. Ma alcuni giorni, quando li vivi insieme, diventano ricordi.
Ci sono momenti nei quali il silenzio smette di essere prudenza e diventa una scelta. Quello che continua ad accadere ai palestinesi impone di parlare. Non perché una piccola associazione possa cambiare gli equilibri internazionali, non perché la voce di una singola persona possa fermare una guerra, ma perché davanti alla sofferenza di migliaia di esseri umani rimanere indifferenti significa accettare che tutto possa accadere senza nemmeno una parola.
A Gaza la guerra ha provocato una devastazione enorme, con decine di migliaia di vittime, famiglie distrutte, abitazioni cancellate e una popolazione civile costretta a convivere con bombardamenti, sfollamenti, fame e privazioni. Le Nazioni Unite e numerose organizzazioni internazionali hanno ripetutamente denunciato la gravità della situazione umanitaria e possibili violazioni del diritto internazionale. Sul piano giuridico, la questione del genocidio è oggetto del procedimento Sudafrica contro Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia: la Corte ha adottato misure provvisorie, ma non ha ancora pronunciato una sentenza definitiva sul merito della responsabilità per genocidio.
Per noi de L’ALCHIMISTA APS, davanti alla dimensione della distruzione e delle vittime civili palestinesi, la parola che sentiamo di utilizzare è sterminio. È la nostra posizione e non è una parola scelta con leggerezza. Allo stesso tempo condanniamo senza esitazioni il terrorismo, gli attacchi contro i civili e i crimini commessi da Hamas. Ma i crimini di un’organizzazione non possono trasformarsi in una giustificazione per la sofferenza di un’intera popolazione. La vita di un civile israeliano e quella di un civile palestinese hanno lo stesso valore. Un bambino non può essere considerato responsabile delle decisioni di un governo, di un esercito o di un’organizzazione armata.
In questi giorni anche Susan Sarandon ha fatto sentire ancora una volta la propria voce. Il 24 settembre 2026 l’attrice è stata arrestata a New York insieme ad altri manifestanti durante una protesta organizzata da Jewish Voice for Peace nei pressi delle Nazioni Unite, in occasione della presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale dell’ONU. Alla manifestazione hanno partecipato circa duecento persone e tra gli arrestati figurava anche l’attrice Hannah Einbinder. La protesta chiedeva la fine della violenza a Gaza e contestava la politica del governo israeliano.
Noi de L’ALCHIMISTA APS siamo dalla parte della pace, della libertà e dei diritti umani. Per questo ripudiamo la guerra, il terrorismo e l’oppressione. Ripudiamo ogni forma di antisemitismo e ogni discriminazione fondata sulla religione, sull’origine o sull’identità, così come rifiutiamo l’odio, il razzismo e la disumanizzazione nei confronti dei palestinesi. Criticare il governo israeliano e le sue azioni non significa essere antisemiti, così come difendere i diritti dei palestinesi non significa sostenere o giustificare Hamas. Significa affermare un principio molto semplice: ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla sicurezza e alla libertà.
Come associazione, ma anche personalmente come Gianni Leone, sentiamo l’esigenza di far sentire la nostra voce, per quanto piccola possa essere. Forse non cambierà gli equilibri del mondo e forse sarà soltanto una voce tra milioni di altre, ma essere piccoli non può diventare una scusa per essere muti. Rimanere in silenzio davanti a ciò che consideriamo un’ingiustizia è un crimine morale al quale non vogliamo partecipare. Non vogliamo abituarci alle immagini della distruzione, ai numeri delle vittime, ai bambini uccisi trasformati in una statistica. Dietro ogni numero esisteva una persona, una famiglia, una storia, un futuro.
Da questa esigenza nasce anche “Palestina”, una canzone dedicata alle vittime palestinesi uccise ingiustamente, il cui testo è stato scritto da Gianni Leone. Non è una canzone contro qualcuno e non vuole alimentare odio. È una canzone per le vittime, per i bambini che non cresceranno, per le donne e gli uomini che non torneranno nelle loro case, per le famiglie spezzate e per chi continua a portare addosso le conseguenze della guerra. Attraverso le parole di Gianni Leone e la musica, “Palestina” vuole trasformare una voce piccola in qualcosa che possa essere ascoltato, perché anche l’arte, quando sceglie di non voltarsi dall’altra parte, può diventare testimonianza.
Una canzone non fermerà una bomba. Una piccola associazione di un piccolo paese non cambierà da sola la storia. Ma possiamo decidere di non essere indifferenti. Possiamo scegliere di parlare quando sarebbe più comodo tacere e possiamo continuare a chiedere che la vita umana venga prima della guerra, della vendetta e degli interessi politici. Noi scegliamo la pace, la libertà e i diritti umani. Scegliamo di non rimanere in silenzio.
Quello che sta accadendo in Turchia in questi giorni non può essere considerato soltanto una questione interna al Paese. Nel settembre 2026 le autorità turche hanno avviato una vasta operazione contro associazioni, attivisti e realtà LGBTQ+ in numerose province. L’operazione è stata chiamata “Ailem Güvende”, “La mia famiglia è al sicuro”: un nome che richiama la difesa della famiglia, dei bambini e della cosiddetta moralità pubblica, mentre nella realtà si sta traducendo in perquisizioni, arresti, indagini e limitazioni che stanno colpendo direttamente anche le persone transgender.
Le operazioni hanno coinvolto Istanbul, Ankara, İzmir, Mersin, Aydın e altre città. Sono state perquisite sedi di associazioni LGBTQ+, abitazioni private, locali e organizzazioni impegnate anche nell’assistenza alle persone che vivono con HIV. Nel giro di pochi giorni oltre cento persone sono state arrestate o fermate, decine sono finite in custodia cautelare e più di 160 persone risultano coinvolte nelle indagini. Ad Ankara, tra le persone arrestate, ci sono anche cinque donne transgender.
Non si tratta soltanto di arresti. Sono stati bloccati siti internet e account social appartenenti ad associazioni LGBTQ+, attivisti e organizzazioni per i diritti umani. Quando cittadini e attivisti hanno manifestato contro questa repressione, la polizia è intervenuta anche contro le proteste. A Istanbul oltre cento persone sono state fermate durante una manifestazione davanti al tribunale di Çağlayan. Alcune persone detenute hanno denunciato perquisizioni corporali invasive, insulti, umiliazioni e isolamento.
A rendere ancora più grave la situazione è il fatto che tutto questo non appare come un episodio circoscritto. Il Ministero della Giustizia turco ha inviato indicazioni alle procure delle 81 province del Paese affinché intervengano contro attività e contenuti considerati contrari alla “moralità pubblica” o ritenuti dannosi per la famiglia, i bambini e i giovani. Parallelamente continuano a essere discusse misure capaci di restringere ulteriormente la vita e i diritti delle persone transgender, compreso l’accesso ai percorsi di affermazione di genere.
Il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha continuato pubblicamente a sostenere una concezione della famiglia fondata esclusivamente sull’unione tra uomo e donna. Il 22 settembre, intervenendo all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ha nuovamente attaccato quelle che definisce politiche di “neutralizzazione del genere”, sostenendo che rappresenterebbero una minaccia per famiglie e bambini.
Ma una famiglia non viene protetta cancellando le persone transgender. I bambini non vengono protetti insegnando loro ad avere paura di chi è diverso. La società non viene difesa trasformando una minoranza in un bersaglio. Essere gay, lesbica, bisessuale o transgender non rappresenta una minaccia per nessuno. Una donna transgender non sottrae diritti a un’altra donna, un uomo transgender non mette in pericolo un bambino e l’esistenza di una persona LGBT+ non distrugge alcuna famiglia.
L’ALCHIMISTA APS porta avanti da tempo la propria battaglia NO ALL’OMO-BI-TRANSFOBIA, una battaglia che nasce dalla convinzione che la dignità di una persona non possa dipendere dal suo orientamento sessuale o dalla sua identità di genere. La portiamo avanti nel nostro territorio, attraverso la cultura, le nostre iniziative e la comunicazione, ma i diritti umani non terminano alla frontiera. Per questo oggi guardiamo alla Turchia e alle persone LGBT+ che stanno vivendo questa nuova ondata di repressione, con un pensiero particolare rivolto alle persone transgender, ancora una volta indicate, giudicate e costrette a difendere persino il diritto elementare di essere se stesse.
Non bisogna essere transgender per difendere una persona transgender e non bisogna essere omosessuali per opporsi all’omofobia. Bisogna semplicemente riconoscere nell’altra persona la stessa dignità che pretendiamo per noi. La libertà di essere se stessi non dovrebbe essere una concessione dello Stato, la dignità non può diventare un privilegio della maggioranza e i diritti umani o appartengono a tutti oppure smettono di essere diritti.
A questa battaglia L’ALCHIMISTA APS affida anche una canzone. “Nella notte”, con testo di Gianni Leone, è dedicata alle persone transgender. Racconta attraverso la voce di una donna transgender una realtà fatta di sguardi che cambiano tra il giorno e la notte, di persone capaci di desiderarla e cercarla nel segreto per poi negarla alla luce del sole. Racconta il peso di un nome nel quale non ci si riconosce, di un corpo vissuto inizialmente come estraneo, degli insulti, delle risate, della paura, ma anche del lungo cammino necessario per riuscire finalmente a pronunciare davanti al mondo la propria identità.
“Nella notte” parla anche dell’ipocrisia di chi trasforma una persona transgender in un desiderio da nascondere: uomini che nel privato cercano quella donna, la stringono, la desiderano e magari le promettono amore, mentre fuori da quella stanza tornano a negarne l’esistenza. È da questa contraddizione che nasce una delle immagini centrali della canzone: “Mi vuoi nel buio, mi neghi alla luce”.
Ma il viaggio raccontato dalla canzone non termina nel buio. Arriva il momento in cui quella donna decide che non sarà più il segreto di nessuno, che il suo nome può essere pronunciato alla luce del giorno e che essere amata significa essere riconosciuta interamente. Non soltanto quando nessuno guarda. Non soltanto dietro una porta chiusa. Non soltanto nella notte.
Oggi quelle parole assumono un significato ancora più forte davanti alle notizie che arrivano dalla Turchia. Perché quando una società costringe alcune persone a nascondersi, quando un’identità viene descritta come qualcosa da cui la famiglia dovrebbe essere “protetta”, il buio non è più soltanto quello raccontato in una canzone. Diventa uno spazio politico e sociale nel quale si tenta di confinare esseri umani reali.
“Nella notte” – testo di Gianni Leone – è la nostra canzone per le persone transgender. Per chi ha dovuto combattere per il proprio nome, per chi ha attraversato il giudizio degli altri, per chi è stato amato soltanto di nascosto e per chi ancora oggi deve difendere il diritto di camminare per strada senza abbassare gli occhi. Anche per le persone transgender della Turchia che stanno vivendo questi giorni.
Perché nessuna legge può stabilire quanto vale una vita e nessun governo dovrebbe decidere quale identità merita rispetto. E soprattutto perché una persona transgender non deve chiedere il permesso a nessuno per esistere.
Alla luce. Con il proprio nome. Finalmente se stessa.
L’ALCHIMISTA APS – NO ALL’OMO-BI-TRANSFOBIA
“Nella notte” – Testo di Gianni Leone
Il 22 e 23 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS è arrivato alla sua conclusione con Rulas Quetzal, ultimo artista di questa lunga estate di spettacoli ad Alfedena.
E non potevamo immaginare una chiusura più intensa e suggestiva.
Per due giorni Rulas ci ha trasportati idealmente lontano, fino in Messico, portando nel giardino de L’Alchimista, in Via Palestrina ad Alfedena, uno spettacolo nel quale il fuoco, la danza e il ritmo si sono fusi dando vita a una performance dal carattere fortemente evocativo.
Il suo spettacolo ha richiamato atmosfere e suggestioni legate alle antiche culture azteca e mesoamericane, attraverso movimenti rituali, ritmi, gestualità e soprattutto il fuoco, elemento centrale di una performance che sembrava trasformarsi, momento dopo momento, in una vera e propria danza.
Rulas Quetzal non si è limitato a eseguire numeri con le fiamme: ha costruito un racconto fatto di ritmo, movimento ed energia, nel quale il fuoco accompagnava il corpo creando immagini di grande impatto e atmosfere capaci di catturare l’attenzione delle persone presenti.
Per il pubblico è stato qualcosa di diverso rispetto agli altri appuntamenti del Festival. Per due sere, nella nostra piccola “piazzetta”, abbiamo respirato suggestioni lontane, immergendoci nei colori, nei ritmi e nell’immaginario del Messico portato in scena da Rulas.
Con Rulas Quetzal si è così chiuso il nostro Festival degli Artisti di Strada 2026. Dopo settimane di trampolieri, acrobati, musicisti, giocolieri, clown, performer e artisti del fuoco, siamo arrivati all’ultima esibizione con uno spettacolo potente, affascinante e profondamente evocativo.
E quando le ultime fiamme si sono spente, si è chiuso anche il sipario sul nostro Festival.
Un Festival fatto soprattutto di incontri, persone, bambini, famiglie e artisti, di tanti linguaggi diversi e di tanti piccoli e grandi momenti condivisi che, per un’estate, hanno trovato casa nel giardino de L’Alchimista APS ad Alfedena.
Il 21 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha ospitato ad Alfedena Il Macchiarlo, protagonista di uno spettacolo davvero bello e originale, capace di unire abilità tecnica, comicità e quella particolare poesia che appartiene al mondo del circo e dell’arte di strada.
Nella piccola “piazzetta” del giardino de L’Alchimista, in Via Palestrina, Il Macchiarlo ha costruito uno spettacolo nel quale discipline diverse si sono incontrate con grande naturalezza. Bravissimo giocoliere ed equilibrista, ha alternato numeri tecnicamente impegnativi a momenti più leggeri e divertenti, coinvolgendo continuamente le persone presenti.
Una delle caratteristiche più simpatiche della sua esibizione è stata proprio la comicità. Gesti, espressioni, situazioni volutamente buffe e persino una voce modificata e particolare, utilizzata per far sorridere il pubblico, hanno dato vita a un personaggio capace di conquistare gli spettatori senza bisogno di grandi artifici.
Le sue venature comiche e clownesche si sono intrecciate perfettamente con la giocoleria e l’equilibrismo. Un attimo prima si rimaneva concentrati sulla difficoltà di un esercizio, quello dopo bastavano una voce, un’espressione o una trovata improvvisa per strappare una risata.
Ed è proprio questo equilibrio tra bravura e leggerezza ad aver reso lo spettacolo così piacevole. Non una semplice successione di numeri, ma una vera performance nella quale tecnica, personaggio e rapporto con il pubblico diventavano parte dello stesso racconto.
Il pubblico presente ha seguito con partecipazione uno spettacolo ispirato, divertente e molto curato, apprezzando sia le capacità del giocoliere e dell’equilibrista sia la componente comica che accompagnava l’intera esibizione.
Con Il Macchiarlo, il Festival ha vissuto così un’altra serata capace di raccontare l’arte di strada attraverso linguaggi diversi: giocoleria, equilibrismo, comicità, clownerie e tanta voglia di far sorridere.
Un altro bellissimo incontro dell’Estate Alchemica 2026, nel piccolo giardino de L’Alchimista dove, sera dopo sera, ogni artista ha portato un mondo differente.
Il 20 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha cambiato ancora una volta registro, ospitando ad Alfedena il cantautore Fredd0°, protagonista di uno spettacolo originale e, soprattutto, divertentissimo.
Fredd0° ha portato nel giardino de L’Alchimista, in Via Palestrina, una formula capace di mescolare musica e cabaret, alternando canzoni, battute e momenti comici in un continuo dialogo con il pubblico.
Il risultato è stato uno spettacolo ironico, irriverente e decisamente comico, nel quale la musica è diventata anche uno strumento per giocare con le parole, raccontare situazioni, provocare e soprattutto far ridere.
Fredd0° ha saputo creare fin dai primi momenti una bella complicità con le persone presenti, passando con naturalezza dal ruolo di cantautore a quello di intrattenitore. Le sue canzoni e i suoi interventi hanno dato vita a una serata fuori dagli schemi, leggera e imprevedibile, nella quale era difficile capire dove finisse il concerto e dove cominciasse il cabaret.
Ed è stata proprio questa contaminazione a rendere l’appuntamento così piacevole: si ascoltava una canzone e poco dopo ci si ritrovava a ridere per una battuta, un’osservazione irriverente o una trovata completamente inaspettata.
Con Fredd0°, il Festival ha mostrato ancora una volta quante forme diverse possa assumere l’arte di strada. Il 20 agosto 2026 è stata la volta della canzone, della comicità e di una generosa dose di ironia.
Una serata divertente, irriverente e fuori dagli schemi, trascorsa ridendo insieme a un cantautore capace di trasformare la musica in un vero spettacolo di cabaret.
Il 18 e 19 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha accolto ad Alfedena Maryposa, una bravissima trampoliera che nei due giorni trascorsi insieme a noi ha saputo conquistare grandi e piccoli non soltanto per la sua abilità artistica, ma anche per la sua dolcezza e disponibilità.
Sui suoi trampoli, Maryposa ha portato nel giardino de L’Alchimista, in Via Palestrina ad Alfedena, colore, eleganza e fantasia. Con i suoi costumi, le grandi ali variopinte e la capacità di muoversi con naturalezza ed equilibrio a diversi metri da terra, ha dato vita a esibizioni suggestive e capaci di attirare immediatamente l’attenzione del pubblico.
Essere una brava trampoliera richiede equilibrio, allenamento e grande padronanza del corpo, e Maryposa ha dimostrato tutta la sua bravura, riuscendo nello stesso tempo a mantenere un rapporto diretto e sorridente con le persone che assistevano alle sue performance.
Ma ciò che ci ha colpito particolarmente è stato quello che è accaduto anche quando è scesa dai trampoli.
Maryposa si è dimostrata dolcissima e particolarmente disponibile con i bambini, dedicando loro tempo anche al di fuori dello spettacolo. Ha giocato con loro, scherzato, ascoltato le loro curiosità e realizzato creazioni con i palloncini, regalando ai più piccoli altri momenti di divertimento.
Ed è stato bello vedere come dietro la bravissima trampoliera capace di trasformarsi attraverso costumi e colori ci fosse anche una persona capace di entrare con grande naturalezza in relazione con i bambini.
Il 18 e 19 agosto sono stati così due giorni di spettacolo, ma anche di gioco e condivisione. Due giornate nelle quali i bambini hanno potuto conoscere l’artista da vicino, divertirsi insieme a lei e scoprire che dietro ogni esibizione ci sono persone, lavoro, passione e tanta disponibilità.
Ringraziamo Maryposa per la sua bravura come trampoliera e soprattutto per la dolcezza con cui ha vissuto questi due giorni insieme a noi e ai nostri bambini.
Colori, trampoli, palloncini e tanti sorrisi: un incontro che conserveremo con affetto tra i bei ricordi del Festival degli Artisti di Strada 2026.
Il 16 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha accolto ad Alfedena Nino Scaffidi, fire performer e fachiro di serpenti, ormai diventato una presenza familiare del nostro Festival e soprattutto un amico de L’Alchimista.
Con Nino si è creato nel tempo un rapporto che va oltre la semplice collaborazione artistica. È uno di quegli artisti che sentiamo ormai parte della storia del Festival e che riesce ogni volta a portare qualcosa di particolare nel nostro piccolo spazio di Via Palestrina.
E il 16 agosto lo ha fatto con uno spettacolo decisamente spettacolare.
Il fuoco è stato uno dei grandi protagonisti della serata. Fiamme, numeri da fachiro e momenti di forte impatto visivo si sono alternati in una performance costruita per sorprendere e tenere alta l’attenzione del pubblico. A rendere l’esibizione ancora più particolare sono stati naturalmente i serpenti, parte integrante dello spettacolo di Nino e capaci di suscitare curiosità e stupore tra le persone presenti.
Nella piccola “piazzetta” del giardino de L’Alchimista in Via Palestrina, il pubblico ha potuto assistere alla performance da vicino, vivendo ogni numero con quella particolare intensità che nasce quando tra artista e spettatori non esistono le distanze di un grande palcoscenico.
È proprio questa una delle caratteristiche che più ci piace del nostro Festival: permettere alle persone di incontrare forme di spettacolo molto diverse tra loro. Nel corso dell’estate il nostro giardino ha ospitato teatro, musica, circo, acrobatica, danza, giocoleria e performance con il fuoco, costruendo appuntamento dopo appuntamento un piccolo viaggio attraverso l’arte di strada.
La serata con Nino Scaffidi ha rappresentato il lato più adrenalinico e sorprendente di questo viaggio. La sua capacità di utilizzare il fuoco, la presenza scenica e i numeri da fachiro hanno dato vita a uno spettacolo intenso, capace di creare continuamente attesa per ciò che sarebbe accaduto subito dopo.
Ma per noi c’è stato anche il piacere di condividere nuovamente una serata con un artista al quale siamo ormai legati da un rapporto di amicizia. Perché il Festival degli Artisti di Strada, anno dopo anno, non sta costruendo soltanto un calendario di eventi: sta creando anche incontri, rapporti e legami con le persone che attraversano il nostro piccolo giardino portando con sé la propria arte.
Il 16 agosto 2026, Nino Scaffidi ci ha regalato così una serata di fuoco, adrenalina, stupore e grande spettacolo, aggiungendo un altro bellissimo capitolo all’Estate Alchemica 2026.
Il 15 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha vissuto una delle giornate più intense e partecipate dell’intera Estate Alchemica. Protagonisti del nostro Ferragosto sono stati gli artisti di TADAM, che ci hanno accompagnato dal pomeriggio fino alla sera con spettacoli, attività circensi e una grande parata per le strade di Alfedena.
La giornata è iniziata nel pomeriggio nel giardino de L’Alchimista, in Via Palestrina ad Alfedena, con un primo spettacolo di TADAM. Un momento allegro e coinvolgente che ha aperto il Ferragosto portando immediatamente il pubblico dentro l’atmosfera del circo e dell’arte di strada.
Terminato lo spettacolo pomeridiano, è cominciata la preparazione della grande parata circense. Bambine, bambini e ragazzi hanno partecipato alle attività organizzate insieme agli artisti, tra laboratorio artistico, teatro, giocoleria e discipline circensi. È stato un modo per prepararsi non soltanto materialmente alla parata, ma soprattutto per permettere ai più giovani di sentirsi davvero parte della festa.
Poi è arrivato il momento di partire.
La festa è uscita dal giardino de L’Alchimista e ha raggiunto il centro storico di Alfedena, dando vita a una grande parata alla quale hanno partecipato gli artisti di TADAM insieme a bambini, ragazzi e adulti.
Per le strade del paese artisti e persone si sono mescolati in un unico corteo, trasformando la parata in uno spettacolo collettivo. Non c’era soltanto qualcuno che si esibiva e qualcuno che guardava: bambini e adulti erano parte della parata insieme agli artisti, ed era proprio questo lo spirito che avevamo immaginato.
Dopo un pomeriggio così ricco, la giornata si è conclusa con lo spettacolo serale di TADAM.
Ed è stato un finale completamente diverso: uno spettacolo poetico, delicato e bellissimo, nel quale il linguaggio circense ha incontrato il movimento, la musica e l’emozione. Una performance capace non soltanto di divertire, ma anche di creare immagini e atmosfere che hanno conquistato il pubblico.
La serata ha registrato una grande affluenza, con tantissime persone presenti per assistere allo spettacolo e concludere insieme a noi questa lunga giornata di Ferragosto.
Il 15 agosto 2026 è stato così un vero viaggio: lo spettacolo del pomeriggio, la preparazione con bambini e ragazzi, la grande parata con artisti, bambini e adulti nel centro storico e infine la poesia dello spettacolo serale.
Una giornata nella quale il circo non è stato soltanto qualcosa da guardare, ma qualcosa da vivere e condividere.
Uno dei momenti più partecipati del Festival degli Artisti di Strada e dell’Estate Alchemica 2026.
Il 14 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha ospitato ad Alfedena Aerea51, per una giornata dedicata all’acrobatica, al movimento e alle discipline aeree.
L’appuntamento non si è limitato allo spettacolo serale. Nel pomeriggio, nel giardino de L’Alchimista in Via Palestrina ad Alfedena, si è svolto un corso di ginnastica acrobatica che ha visto la partecipazione di ragazze e ragazzi, desiderosi di provare in prima persona alcune delle tecniche di questa affascinante disciplina.
Guidati dagli artisti di Aerea51, i partecipanti hanno potuto sperimentare esercizi e movimenti, mettendosi alla prova e scoprendo quanto equilibrio, coordinazione, concentrazione e allenamento ci siano dietro l’acrobatica. È stato soprattutto un momento di condivisione e divertimento, nel quale ragazze e ragazzi hanno avuto la possibilità di entrare direttamente in contatto con gli artisti e imparare qualcosa di nuovo.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che vogliamo valorizzare attraverso il nostro Festival: non soltanto assistere agli spettacoli, ma creare occasioni nelle quali soprattutto i più giovani possano incontrare gli artisti, conoscerne il lavoro e sperimentare direttamente nuove forme di espressione.
La giornata è poi proseguita con lo spettacolo di Aerea51 nella piccola “piazzetta” del giardino de L’Alchimista. C’erano persone ad assistere alle esibizioni e il pubblico ha seguito le performance e le evoluzioni acrobatiche degli artisti, in un’atmosfera piacevole e raccolta.
Le discipline aeree hanno trasformato ancora una volta il nostro piccolo spazio: corpi sospesi, equilibrio e movimento hanno dato vita a uno spettacolo capace di mostrare anche quanto lavoro e preparazione siano necessari dietro ogni singola figura.
Il 14 agosto 2026 è stata quindi una giornata completa: nel pomeriggio ragazze e ragazzi sono diventati protagonisti partecipando al corso di ginnastica acrobatica, mentre la sera Aerea51 ha portato la propria arte davanti al pubblico del Festival.
Un altro appuntamento dell’Estate Alchemica 2026 che ci ha permesso di unire formazione, partecipazione e spettacolo, continuando a rendere il giardino de L’Alchimista un piccolo spazio nel quale incontrarsi, sperimentare e scoprire ogni volta qualcosa di diverso.
Il 13 agosto 2026, il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha ospitato ad Alfedena Eterea Circus, protagonista di una serata suggestiva nella piccola “piazzetta” del nostro giardino di Via Palestrina.
L’artista si è esibita davanti alle persone presenti proponendo una performance elegante e scenografica, caratterizzata anche da due diversi cambi di costume, che hanno accompagnato le varie parti dello spettacolo trasformandone colori e atmosfera.
Il pubblico ha seguito con curiosità e partecipazione l’esibizione, apprezzando la delicatezza dei movimenti e l’impatto visivo della performance.
Una serata piacevole e particolare, che ha aggiunto un altro linguaggio artistico al nostro Festival degli Artisti di Strada 2026, continuando a trasformare il piccolo giardino de L’Alchimista in uno spazio aperto allo spettacolo e alla creatività.
L’11 agosto 2026 il Festival degli Artisti di Strada de L’Alchimista APS ha vissuto ad Alfedena una giornata particolarmente bella, perché lo spettacolo non si è limitato al momento dell’esibizione. Protagonisti sono stati Sara Cast e Fabio Rocci, trampolieri circensi che hanno portato nel nostro spazio colori, movimento, giocoleria e quella capacità di meravigliare che appartiene al mondo del circo di strada.
La giornata, infatti, era cominciata già nel pomeriggio nel giardino de L’Alchimista, in Via Palestrina ad Alfedena.
Sara e Fabio hanno scelto di trascorrere del tempo insieme ai bambini, giocando con loro e mostrando alcuni piccoli segreti del loro mestiere. In particolare, hanno insegnato ai bambini come far girare le bolas, permettendo loro di provare direttamente uno degli attrezzi utilizzati nella giocoleria.
È stato un momento semplice, spontaneo e per questo ancora più bello. I bambini non erano spettatori seduti davanti a un’esibizione: potevano provare, sbagliare, riprovare, ridere e imparare direttamente dagli artisti.
Sara e Fabio si sono messi a disposizione dei più piccoli, trasformando il pomeriggio in una piccola esperienza di circo condiviso. Vedere i bambini impegnarsi per riuscire a far ruotare le bolas, osservare i movimenti degli artisti e poi cercare di ripeterli ha dato alla giornata un significato che è andato oltre lo spettacolo.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che più ci piace del nostro Festival: far incontrare gli artisti e i bambini davvero, senza quella distanza che normalmente separa il pubblico da chi si esibisce.
Poi è arrivato il momento dello spettacolo.
Con i loro trampoli circensi, Sara Cast e Fabio Rocci hanno cambiato completamente prospettiva alla serata. Figure altissime, costumi, giocoleria e movimento hanno portato nel Festival quell’immaginario circense che riesce ancora a sorprendere grandi e piccoli.
Il pubblico presente si è divertito e soprattutto i bambini hanno potuto guardare con occhi diversi quei due artisti che poco prima erano stati accanto a loro a giocare e a insegnare come utilizzare le bolas. Prima compagni di gioco e piccoli maestri, poi trampolieri capaci di trasformarsi davanti ai loro occhi.
Per L’Alchimista APS, l’11 agosto 2026 ha rappresentato perfettamente lo spirito che vorremmo dare al Festival degli Artisti di Strada: non una semplice successione di spettacoli, ma giornate nelle quali arte, gioco e incontro possano mescolarsi, soprattutto quando ci sono di mezzo i bambini.
Perché uno spettacolo può durare una sera. Ma un bambino che torna a casa ricordando di aver giocato con un artista, di aver imparato a far girare una bola e di averlo poi visto salire sui trampoli porta con sé qualcosa di diverso.
Ed è forse proprio questa la parte più bella dell’Estate Alchemica 2026: creare piccoli ricordi che appartengano prima di tutto ai bambini.