Alfedena è il sito dell’antica Aufidena, un centro strategico dei Sanniti Pentri, con una lunga storia che va dal VII secolo a.C. fino alla conquista romana nel 298 a.C. Quello che resta è testimoniato da una ricca necropoli, resti architettonici dell’acropoli, e reperti archeologici oggi esposti nel museo locale. La romanizzazione comportò lo spostamento del centro urbano a Castel di Sangro, ma il nome e l’identità degli abitanti rimasero legati al sito originario.
Il centro sannitico fiorì tra il VII e il III secolo a.C., con una significativa espansione tra il VI e V secolo a.C. tramite la necropoli di Campo Consolino, numerosi oppida e un’acropoli fortificata in località Curino.
Dalla necropoli di Campo Consolino, esplorata a partire dal 1882, sono emerse tombe datate tra il VII e il III secolo a.C., oltre 15.000 in totale (di cui circa 3.000 scavate), con corredi funerari in bronzo e ceramica, fibule, gioielli e armi. La necropoli di Aufidena–Campo Consolino rappresenta uno dei più importanti siti funerari di età sannitica nell’Italia centrale, con testimonianze materiali che raccontano la cultura dei Sanniti Pentri. Le tombe e i loro corredi illustrano la stratificazione sociale, i costumi funerari e le connessioni tra gruppi familiari del passato. Oggi, gran parte di questi reperti è visibile nel museo locale, in un percorso che affianca i ritrovamenti alle tombe ricostruite.
Sull’acropoli del Curino, databile al VI secolo a.C., sono stati rinvenuti tratti di mura ciclopiche, porte, strade e strutture quali un tempio e forse una “basilica” pubblica, rifacimenti in età romana.
Nel 298 a.C., durante la Terza Guerra Sannitica, il console romano Gneo Fulvio Massimo Centumalo conquistò Aufidena, ponendo l’inizio del declino del sito italico.
Successivamente, già in epoca romana, il centro sannita – originariamente presso Curino – cessò di essere preminente: il municipio romano fu istituito a Castel di Sangro, e il nome Aufidena si trasferì gradualmente su quello sito, mentre l’insediamento originale divenne (decaduto) vicus.
CRONOLOGIA ESSENZIALE AUFIDENA
VII–VI secolo a.C.
Nascita e massima espansione di Aufidena
VI–V secolo a.C.
Necropoli e tessuti sociali (ricche tombe)
298 a.C.
Conquista romana
II–I secolo a.C.
Trasferimento del municipio a Castel di Sangro
Fine III secolo a.C.
Distruzione (guerra Annibalica)
1882–1897
Scavi e apertura del Museo De Nino
Il Museo civico aufidenate “Antonio De Nino”, fondato nel 1897, poi ripreso da Lucio Mariani, custodisce gran parte dei reperti provenienti dagli scavi della necropoli (VII–IV secolo a.C.), incluse armature a dischi, kardiophylakes e cinturoni in bronzo.
In esposizione: kardiophylakes (dischi corazza), cinture in bronzo, spade con decorazioni raffiguranti cervi e quadrupedi fantastici, gioielli da tombe femminili (chatelaine, collari, pendagli)
Nel 1882 fu scoperta la necropoli di Campo Consolino, stimata in circa 15.000 tombe (di cui circa 3.000 esplorate), databili dal VII al III secolo a.C..
Le sepolture erano rivestite con lastroni in pietra e spesso dotate di ripostigli con corredi funerari: vasi, fibule, ornamenti in bronzo, armi e oggetti in ambra.
L’organizzazione dei tumuli suggerisce una divisione in gruppi gentilizi o clan familiari.
1969–1974
Nuove campagne di scavo su Curino
Tra il 1969 e il 1974 ripresero gli scavi e fu ritrovato un forno, ceramiche, resti urbani e strati di distruzione databili alla fine del III secolo a.C., probabilmente legati alla guerra contro Annibale.
