Il monumento fu realizzato dallo scultore Sandro Pagliuchi e venne inaugurato il 16 agosto 1966 in onore dei selciatori alfedenesi.
La scultura raffigura un uomo seduto a terra, gambe divaricate, intento a lavorare la selce con mazzuolo e martello: una rappresentazione intensa della fatica e della maestria artigiana tipica dell’arte del selciatore .

Sul basamento in marmo è scolpita questa epigrafe significativa:
-Ai suoi selciatori che migrati alle cave basaltiche dell’Agro Romano, per secoli squadrarono e modellarono selci e cordoli, pavimentarono e decorarono strade e piazze di Roma, con alta professionalità ed abnegazione profonda. Alfedena – orgogliosa e riconoscente ad imperitura memoria – eresse nell’anno 1966.-

Il monumento è collocato all’ingresso della Villa Comunale “Donna Laura De Amicis”, un tempo definita come orto botanico per l’ampia varietà botanica che ospita.

I selciatori erano artigiani specializzati nella lavorazione della pietra lavica per creare sampietrini e altri formati destinati alle pavimentazioni delle vie di Roma, inclusa Piazza San Pietro. Nel 1890 venne fondata la Società Cooperativa Selciatori di Alfedena, una delle prime cooperative d’Italia, nata proprio per tutelare il mestiere e difendere l’identità lavorativa dei selciatori alfedenesi. Grazie al loro duro lavoro tanto nei campi quanto nelle cave, Alfedena coltivò con orgoglio la fama di “paese dei dottori” — un simbolo di mobilità sociale ed educazione sostenuta dal reddito artigiano.

Perché merita di essere visitato?
Valore artistico e simbolico: il monumento rende omaggio a una categoria professionale poco conosciuta ma fondamentale per la storia urbana italiana.
Connessione identitaria: celebra un legame forte tra Alfedena e Roma attraverso il lavoro dei suoi abitanti.
Bellezza naturale e contesto: immerso in una villa storica, ricca di verde e storia botanica, il monumento offre un’esperienza culturale e paesaggistica.