Il conto dell’orrore continua a salire nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Altre tre carcasse di lupi sono state rinvenute tra Alfedena e Pescasseroli, andando ad aggiungersi ai dieci esemplari trovati morti nei giorni scorsi. Una sequenza agghiacciante che trasforma uno dei luoghi più preziosi della nostra biodiversità in un cimitero silenzioso.
La Procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un fascicolo contro ignoti. Il procuratore Luciano D’Angelo ha condannato con fermezza quanto accaduto, mentre gli investigatori cercano di risalire ai responsabili e di identificare la sostanza utilizzata per uccidere gli animali. Tra le ipotesi al vaglio resta anche quella di un possibile coinvolgimento di ambienti legati alla zootecnia locale, ma al momento non esistono conferme ufficiali.
Le prime dieci carcasse, recuperate tra il 18 e il 20 aprile, sono state trasferite all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo, dove sono in corso gli esami tossicologici per chiarire le cause della morte. Gli inquirenti parlano apertamente di un gesto premeditato. Durante gli ultimi sopralluoghi tra Alfedena e Pescasseroli, il nucleo antiveleno ha individuato e sequestrato undici esche contaminate.
Secondo i primi riscontri, i bocconi sarebbero stati impregnati con pesticidi o altre sostanze altamente tossiche. Ed è proprio questo il dettaglio che rende la vicenda ancora più inquietante: quelle esche non minacciano soltanto i lupi, ma anche altri animali selvatici, cani domestici, rapaci e perfino l’uomo. Una trappola invisibile disseminata nei boschi del Parco.
Le prime cinque carcasse erano state rinvenute il 18 aprile dai carabinieri forestali e dai guardiaparco in località San Francesco di Alfedena, nell’area contigua del Parco. Altri esemplari erano stati poi trovati nel territorio di Pescasseroli. Ora, con questi ulteriori tre ritrovamenti, questa strage assume contorni ancora più drammatici.
Di questo caso avevo già scritto:
“Dieci lupi trovati morti tra Alfedena e Pescasseroli: indagini su possibile avvelenamento”.
https://www.mondoraro.org/archives/190929/dieci-lupi-trovati-morti-tra-alfedena-e-pescasseroli-indagini-su-possibile-avvelenamento/17/04/2026/
E oggi mi ritrovo, con amarezza e rabbia, a dover tornare su questa vicenda. Mi ritrovo a scrivere ancora una volta di atti criminali, vigliacchi, infami. Perché non ci troviamo davanti a un episodio casuale, ma a una scia di morte seminata con lucidità e crudeltà.
Nel cuore dell’Appennino abruzzese, dove il lupo è uno dei simboli più potenti della biodiversità italiana, qualcuno continua a spargere veleno e morte. E mentre i boschi sembrano trattenere il respiro, dentro di me cresce una domanda che non può più essere ignorata: quanti altri animali dovranno morire prima che questa mano assassina venga fermata?