In questi giorni si stanno moltiplicando gli appelli al boicottaggio dell’Abruzzo, e questo mi ferisce profondamente. Mi ferisce perché ho scelto di vivere in questa terra, ma soprattutto mi ferisce da persona che vive e respira ad Alfedena, uno dei paesi che ogni giorno convive con la natura più autentica e potente del nostro territorio.

Qui il bosco non è uno sfondo da cartolina. È parte della nostra vita. E insieme al bosco ci sono loro: il lupo, l’orso, i cervi, la fauna selvatica che rende questa terra unica e che rappresenta anche una reale fonte di reddito per moltissime famiglie.

Per questo motivo trovo ingiusto e pericoloso trasformare il gesto vigliacco e criminale di pochi individui in una condanna collettiva contro un’intera regione. Chi ha avvelenato e ucciso animali selvatici ha colpito prima di tutto noi che viviamo questi territori ogni giorno. Ha colpito chi rispetta la montagna, chi lavora nel turismo, le guide che accompagnano i visitatori nei sentieri del Parco, chi gestisce strutture ricettive, ristoranti e attività legate all’escursionismo e all’osservazione della fauna. Qui tante persone lavorano direttamente o indirettamente grazie alla bellezza di questi luoghi e alla presenza di animali simbolo come il lupo e l’orso.

Ad Alfedena conviviamo con la fauna selvatica da sempre. Non è una convivenza romantica o facile. L’orso, negli anni, ha provocato danni. È successo più volte. Eppure, nonostante le difficoltà che certi episodi possono causare, qui c’è sempre stato un grande rispetto. Perché sappiamo che questi animali appartengono a questa terra quanto noi. Sono parte della nostra identità, della nostra storia e anche del nostro futuro.

Chi invoca il boicottaggio dell’Abruzzo rischia di colpire tutti noi, che ogni giorno difendiamo questo equilibrio fragile. Boicottare significa mettere in difficoltà persone che credono nella tutela ambientale e che hanno scelto di restare in montagna, costruendo lavoro e dignità attorno alla natura, non contro di essa.

La risposta a un atto barbaro, e torno a ripeterlo: estremamente vigliacco, non può essere l’odio verso un intero popolo. La risposta deve essere la giustizia, il controllo del territorio, la condanna senza esitazioni dei responsabili e un sostegno concreto a chi difende la fauna selvatica ogni giorno, come il PNALM.

L’Abruzzo non è il veleno sparso da pochi criminali. L’Abruzzo è il silenzio dei boschi all’alba, è il rispetto per gli animali selvatici, è la fatica di chi vive queste montagne senza volerle piegare. E noi che abitiamo qui continueremo a difendere questa terra con forza, perché sappiamo bene che senza i suoi boschi e senza i suoi animali perderebbe la sua anima.

Non è la battaglia della fauna selvatica contro l’uomo. Dobbiamo lavorare tutti sulla coesistenza.