Nel quadro ricostruito da Lucio Mariani, Aufidena coincide con l’area dell’attuale Alfedena, in un punto dell’alto Sangro che l’autore considera naturalmente strategico. La valle fra Alfedena e Castel di Sangro appare come un altipiano protetto da montagne elevate e da accessi difficili: proprio per questo, secondo Mariani, era un luogo ideale per la nascita e la difesa di un centro abitato importante. Non si trattava dunque di un insediamento casuale, ma di una posizione forte, naturalmente custodita, collegata sia al versante adriatico sia alle vie interne verso il Tirreno.
Mariani insiste sul fatto che questa collocazione geografica spiega bene la rilevanza antica di Aufidena. La sicurezza offerta dalle gole del Sangro e dalla conformazione del territorio avrebbe favorito l’insediamento umano già in epoche remote. Nella sua lettura, il sito aveva le caratteristiche adatte per diventare un centro di peso nel Sannio settentrionale, tanto da essere presentato come una città di rilievo nel territorio dei Caraceni.
Un punto centrale del ragionamento di Mariani riguarda il nome. Le fonti antiche riportano forme diverse, ma per lui la forma più corretta è Aufidena. L’autore passa in rassegna le varianti tramandate e collega il nome a una matrice linguistica italica e osca. Da qui nasce anche il confronto con il nome moderno Alfedena, che viene interpretato come conservazione locale, trasformata nel tempo, dell’antica denominazione. Mariani si sofferma a lungo proprio su questo passaggio da Aufidena ad Alfedena, considerandolo un caso linguistico particolare e non del tutto semplice da spiegare.
La continuità fra antico e moderno, per Mariani, non è solo linguistica ma anche topografica. Nel testo compaiono richiami ai luoghi fortificati e ai rilievi dell’area, e persino nella toponomastica locale egli vede sopravvivenze del passato. Il riferimento a Civitalta presso Alfedena viene letto come traccia di antiche fortificazioni, mentre l’intero paesaggio conserva, nella sua interpretazione, i segni della centralità storica di Aufidena.
Anche il settore archeologico che fa capo ad Alfedena conferma questa importanza. L’indagine di Mariani ruota infatti intorno all’acropoli, alla necropoli e ai materiali rinvenuti nell’area aufidenate. La presenza di una veduta della necropoli presa dalla collina a sud di Alfedena, insieme ai richiami al Museo Civico Aufidenate, mostra con chiarezza che per Mariani il territorio di Alfedena rappresenta il cuore concreto e materiale dell’antica Aufidena.
Fonte: Lucio Mariani, Aufidena: ricerche storiche ed archeologiche nel Sannio settentrionale, in Monumenti antichi, 1901.