Ad Alfedena ci sono sapori che non appartengono solo alla cucina, ma alla memoria collettiva di un paese. Uno di questi è la pizzafritta, specialità tipica dell’Alto Sangro e preparazione profondamente legata alla tradizione familiare locale.
Non va confusa con la comune pizza fritta diffusa in molte zone d’Italia. La pizzafritta di Alfedena ha una sua identità precisa, riconoscibile nella forma, nel profumo e soprattutto nell’impasto. Storicamente veniva preparata in occasione dei matrimoni, quando la festa coinvolgeva non solo gli sposi, ma intere famiglie, vicini, parenti e comunità.
La sua particolarità sta negli ingredienti. Alla base dell’impasto, oltre alla farina, venivano aggiunte le uova, i semi di anice e la cannella. Proprio questi aromi le davano quel profumo inconfondibile, caldo e speziato, capace di riempire la casa ancora prima dell’assaggio.
Una volta lavorato l’impasto, la pizzafritta veniva modellata in forma allungata e intrecciata, quasi ad anello, poi immersa nell’olio caldo fino a diventare dorata e fragrante. Era un cibo di festa, ma anche un rito domestico: si preparava insieme, con gesti tramandati più che scritti, affidati alla memoria delle mani.
Nei matrimoni di una volta, la pizzafritta rappresentava molto più di una semplice pietanza. Era accoglienza, abbondanza, augurio. Un modo per dire che la festa era iniziata davvero, con il profumo dell’olio, dell’anice e della cannella che usciva dalle cucine e si mescolava alle voci della famiglia.
Oggi la pizzafritta di Alfedena resta uno di quei piatti che meritano di essere raccontati e custoditi. Perché certe ricette non vivono solo negli ingredienti, ma nei gesti, nelle occasioni e nelle persone che le hanno preparate per generazioni.
La pizzafritta è questo: una spirale dorata di memoria, matrimonio e paese. Un sapore semplice solo in apparenza, perché dentro porta tutta la storia delle cucine di Alfedena.
E voi come la preparate? Nella vostra famiglia si usano ancora uova, semi di anice e cannella? La fate ancora come una volta o avete un piccolo segreto tramandato da nonne e zie? Raccontatecelo nei commenti: certe tradizioni continuano a vivere solo se qualcuno le ricorda e le condivide.